Funeral party Regia: Frank Oz
Con: Matthew Macfadyen, Keeley Hawes, Andy Nyman, Daisy Donovan, Rupert Graves
Distribuzione: Mikado
Funeral party è il l'azzeccatissimo ossimoro che traduce per gli schermi italiani Death at a Funeral - anche questo un titolo niente male - divertente commedia corale british a basso costo, ben diretta da Frank Oz (Bowfinger, La moglie perfetta, In & Out) e già presentata al Festival di Locarno dove è stata gratificata con il Premio del Pubblico, riconoscimento che magari non splende in bacheca, ma che garantisce il successo pieno ai botteghini.
È certo, infatti, che non si potrà non sorridere alla continua trasgressione dei tabù consolidati e tradizionali come quello della morte, al senso dell'autoironia e del grottesco, cifra distintiva dello humour britannico, e magari anche sbellicarsi dalle risate per le continue gag che affollano i 90 minuti di un film dotato di una scelta dei tempi e di una sceneggiatura (Dean Craig) veramente ottimi. Già la seriosità del contesto funerario prepara lo spettatore alla suspense e alla catena di infrazioni che costituiscono lo spessore comico della vicenda.
Inoltre, mentre scorrono i titoli di testa, la bara, come la freccetta di un navigatore satellitare, percorre su una mappa stradale l'itinerario dalla camera mortuaria all'abitazione del deceduto, dove verrà celebrata la funzione religiosa. Colà troviamo i due figli del defunto, Daniel (Matthew MacFadyen, il Darcy di Orgoglio e Pregiudizio) e Robert (Rupert Graves), che si detestano non proprio amorevolmente. Il primo, che vive ancora nella casa paterna con la moglie, nutre velleità letterarie all'ombra del fratello, un presunto scrittore di successo residente a New York: un insopportabile egocentrico.
La cerimonia funebre, seppur con vari intoppi (scambi di cadavere, screzi personali, liti al parcheggio ), procede fino al necrologio recitato con imbarazzo da Daniel, interrotto da Simon (Alan Tudyk), un serioso avvocato fidanzato con Martha (Daisy Donovan), la nipote del defunto, la quale, vuole presentarlo al burbero genitore e alla parentela. Purtroppo, a casa di Troy (Kris Marshall), lo stralunato fratello di Martha, al posto di un Valium, Simon ingerisce una miscela di allucinogeni che gli provocheranno una serie di sconvenienti effetti indesiderati proprio nel corso del funerale. E non è tutto. Alla cerimonia è presente anche un inquietante sconosciuto, ovvero un nano (Peter Dinklage) che minaccia di svelare uno sconvolgente segreto di famiglia
Di più non possiamo rivelare per non rovinare la sorpresa agli spettatori. In quanto a noi un'ulteriore sorpresa ci è data dalla magica alchimia di un cast di attori britannici felicemente ispirato. Ma questa farsa esilarante non prospera solo grazie alle battute e ai colpi di scena tragicomici perché le nevrosi e le fobie dei tanti partecipanti all'happening mortuario provengono direttamente dal grande teatro della vita. O dal compiacimento di partecipare al rito che celebra il prosieguo dell'esistenza. Perché, in fondo, Funeral Party non è una grande festa dei sopravvissuti?